L’ego instilla dentro gli esseri umani il senso di diversità per distoglierli dalla vera conoscenza di sé stessi che in realtà li condurrebbe al cammino del benessere. Questo cammino di diversità non è solo in merito alle razze, religioni, modus vivendi eccetera, ma spesso è un lavoro “fine”, perché la diversità peggiore è il far credere agli uomini che non tutti hanno la possibilità, la forza, i mezzi di raggiungere la pace. L’ego agisce con la volontà di illuderli, che non si meritano un futuro radioso, che a volte degli individui sono peggiori di altri o sono solo perseguitati dalla sfortuna e quindi qualsiasi cosa facciano è inutile, che debbono pagare un fio – una colpa, i cui motivi si sono persi chissà in quale nebbia della mente o dei ricordi e per questo devono vivere una vita non soddisfacente o di autonegazione. Oppure, al contrario, aumenta il senso di presunzione facendoli sentire più forti, più bravi, più buoni e danneggiandoli in egual misura perché così alcuni uomini si auto-rinchiudono in una gabbia di ignoranza e negazione dei problemi, in una mancanza di visione della realtà di ciò che sono e vivono, credendo che la loro vita sia perfetta così come è. Mentre nella prima ipotesi i problemi, le situazioni si vivono pensando che non si può cambiare nulla perché non c’è fiducia in sé stessi, nella seconda si è completamente accecati dall’arroganza e dalla presunzione. In entrambi i casi si rimane bloccati, l’ego fa credere che l’uscita dell’anima non esiste, che non si è parte del Grande Disegno…
Quale illusione! Non ci sono persone e/o anime più meritevoli di altre, tutti stiamo percorrendo un unico viaggio, un sentiero. Ognuno con i suoi tempi, con passi decisi o a volte erranti che talvolta possono portare a rovinose cadute, o perlomeno a quelle che l’uomo depresso ritiene tali. Ma tutti siamo su un’unica via. In realtà, quando si vive la caduta, questi sono i momenti in cui si è costretti a vedere realtà che si negano a noi stessi, momenti in cui lo specchio che rifletteva una vecchia immagine, si infrange, per poi ricomporsi quando ci si rialza e si vuole veramente guardarsi dentro. In fondo in quello stesso specchio dove un singolo si riflette, non possono forse riflettersi allo stesso modo tutti gli esseri viventi? E quello stesso specchio quando va in frantumi non si divide in migliaia di altri specchi tutti provenienti dall’unico? Uno dei grandi insegnamenti è proprio questo, comprendere che la diversità non esiste che è opportuno accogliere/accogliersi tutti con infinito amore, senza giudizi o pregiudizi, perché quando il sole emana i suoi raggi e i raggi divengono scintille, non ve ne è una diversa dall’altra o più meritevole dell’altra, tutti i raggi, tutte le scintille, provengono dalla stessa infinita fonte. Tutti hanno i mezzi, la capacità, l’abilità di realizzare dentro di loro questa unicità, perché tutti sono frammenti dello specchio. Tutti gli uomini hanno il diritto di nascita di: vivere sereni, felici, essere rispettati ed amati – rispettare ed amare – vivere il contatto profondo con se stessi – contattare la loro anima. Tutti gli uomini hanno il diritto di contattare l’Unica Grande Anima di Luce che dà origine al Tutto e soprattutto, tutti possono riuscire nell’intento!

