La respirazione involontaria inizia durante la gravidanza, il feto riceve ossigeno grazie al complicato sistema dei vasi sanguigni del cordone ombelicale, dopo il parto il respiro del nascituro viene regolato dal sistema nervoso autonomo. Parlare, cantare, soffiare, sono atti di respirazione involontaria e lo stesso impulso di automatismo lo ricevono i nervi del corpo e i muscoli, in quanto vengono sollecitati dal processo respiratorio in modo immediato ed automatico tramite dei recettori sensibili all’elasticità dei polmoni e dei muscoli, nonché alla presenza di anidride carbonica all’interno del sangue. In questo modo l’ossigeno raggiunge tutte le cellule del corpo espellendo con l’esalazione l’anidride carbonica che viene accumulata dai tessuti durante il loro processo metabolico.

Con le tecniche dell’Hatha Yoga si impara a gestire la respirazione con la volontà mediante gli impulsi della corteccia cerebrale. Normalmente in una respirazione non controllata, i polmoni si gonfiano sino ad aumentare dalle 16 alle 18 volte al minuto, al contrario in una respirazione controllata l’aumento della capacità polmonare viene raddoppiato o triplicato rallentando anche il battito cardiaco con effetti positivi sul muscolo cardiaco. Nel processo respiratorio, tra i muscoli involontari il diaframma è il più importante. È a forma di cupola e si trova appena sotto i polmoni e il cuore mentre nella parte inferiore ha rapporti anatomici con il fegato, lo stomaco ed il rene sinistro. Si contrae e si appiattisce mentre si inspira creando un effetto di vuoto che attira l’aria nei polmoni e al contrario quando si espira si rilassa e l’aria viene espulsa dai polmoni. Quando i polmoni si ampliano o si restringono seguendo il flusso inalatorio od esalatorio del respiro, al processo respiratorio partecipano i muscoli del busto. Lo yoga agisce positivamente sulla capacità respiratoria in quanto una forte emozione, un sentimento o un pensiero negativo limitano la respirazione diminuendola, comprimendola o rendendola affannosa.

La respirazione yogica può essere:

  • Alta/Clavicolare: agisce principalmente sui muscoli del collo (scaleno, trapezio, i muscoli del fascio clavicolare)
  • Media/intercostale: agisce sui muscoli dorsali anteriori e posteriori (sternali, intercostali)
  • Bassa/diaframmatica: agisce sui muscoli del retto, addome, obliquo, traverso
  • Completa: riunisce tutte e tre le tecniche in una unica agendo su tutti i muscoli inspiratori ed espiratori

La respirazione è attiva durante la inalazione e di conseguenza rende attivi, nella fase di esalazione è passiva e scioglie le tensioni. La ritenzione è una pausa che migliora l’afflusso di sangue al cervello migliorando la capacità di concentrazione e di interiorizzazione.

Questa breve spiegazione è utile per comprendere l’importanza di una corretta respirazione: azione positiva sulla nostra mente, rilassamento muscolare con una migliore acquisizione della capacità respiratoria.

Inoltre, anche le sensazioni che provengono dai Chakra connessi con questa parte del corpo possono influenzare il respiro:

  • il Manipura Chakra è collegato alla zona diaframmatica e le emozioni generate per esempio da insicurezza, rabbia, dolore, pianto, che contraggono il diaframma;
  • l’Anahata Chakra è collegato alla zona dello sterno e l’emotività derivante da sentimenti negativi come rifiuto dell’amore, amore egoistico o odio contraggono i muscoli connessi alle zone intercostali;
  • Il Vishuddha Chakra è collegato alla gola-trachea ed essere bloccati nella propria espressività a tutti i livelli irrigidisce i muscoli superiori della respirazione.