La superbia è l’energia della mente dell’uomo, è una energia di movimento che può portare verso l’aspetto tamasico (tamas, cioè inerzia) della vita, perché blocca la crescita definitiva e l’elevazione verso Dio. Gli uomini che vivono nella superbia e si ritengono migliori, superiori agli altri, “peccano” cioè “rinnegano” l’uguaglianza e l’unicità della vita. Il peccare è un antico termine il cui significato originale è “rinnegare le leggi di uguaglianza e amore di Dio”. Gli uomini hanno trasformato questa parola e con la definizione che nei secoli gli è stata attribuita l’hanno sminuita energeticamente, facendone esclusivamente un mezzo di condanna per tutti coloro che si ribellavano alle leggi umane, in modo che gli uomini stessi potessero essere soggiogati da altri che volevano dominare sugli uni. L’uomo superbo non solo si sente migliore di altri ma nello stesso tempo si ritiene in diritto e in dovere di guidarli verso quello che lui ritiene sia il comportamento giusto e retto. La superbia diviene, così, un mezzo di distruzione molto potente e molto ben diretto, perché il superbo sentendosi nel giusto agisce distruggendo tutto ciò che incontra nel suo cammino e ritiene non sia in sintonia con le leggi che lui stesso “il superbo” crea e cambia a suo piacimento. Il potere positivo e amorevole della giusta superiorità di Dio rispetto al creato, in quanto Creatore dello stesso, si trasforma in superbia egoica priva di umiltà e saggezza. Nei casi più gravi gli uomini superbi divengono dei veri e propri manipolatori e si sostituiscono alle leggi di Dio ritenendo di essere superiori a Dio stesso. Ciò può sembrare ridicolo agli occhi di chi osserva, ma in realtà è proprio questo che avviene interiormente nelle persone superbe.
A livello spirituale, la conoscenza esperienziale di questa energia è molto importante per poter fare un salto quantico in quanto è collegata all’energia del settimo chakra, quando l’uomo rimane accecato dalla superbia non può varcare la soglia definitiva dell’amore in Dio e divenire un Unicum con l’Atman. Finché l’uomo rimane nella superbia o non l’avrà superata rimane nella dualità, non si sentirà mai completo ma un essere distaccato che lavora per Lui, deriva da Lui, ma non è in Lui.

