L’amore che è in ogni cosa si schiude come un fiore al mattino, come i petali di una rosa accarezzati dal vento. Il vento è l’amore di Dio che accarezza i suo figli, li risveglia conducendoli sulla via della conoscenza e quando il vento scuote con forza e con vigore il cuore degli uomini, ricorda loro che il tempo del cambiamento è giunto e che sia piccolo o che sia grande, il cambiamento è necessario che avvenga nel cuore che, a volte senza saperlo, lo ha cercato. Lo ha cercato per migliorarsi, lo ha cercato per cambiare ciò che non va nella sua vita, lo ha cercato perché l’insoddisfazione dentro di lui lo scuote, lo porta a cercare e sperimentare qualcosa di diverso, lo ha cercato perché desidera ritornare nell’abbraccio e nell’unità dell’Energia Primordiale. Quando ci si apre al cambiamento con amore, la carezza di Dio è leggera, quando invece in noi vi è il conflitto della dualità, da un lato del voler crescere e dall’altro del voler rimanere attaccati a ciò che si ha, allora la carezza è più forte, ma sempre tenera, perché nulla può causare violenza in un uomo se non la sua stessa volontà bloccata dalla paura del cambiamento. Quando ci si apre alla carezza di Dio, i petali volando, espandendosi attorno, diventano un tutto uno con quella grande bellezza che è la Sua Natura, la Vita Stessa. Quando si riesce a penetrare in tutta la bellezza della vita, in tutte le sue manifestazioni, un petalo vola là, un’altro vola più in basso, un’altro ancora continua il suo cammino senza fermarsi. Allora il cuore si apre a Dio, alla sua natura primaria e scopriamo in modo dirompente quanto in realtà è grande il nostro cuore, perché la rosa si è aperta e prima che i suoi petali vadano a gioire della manifestazione della natura integrandosi con essa, il suo stesso profumo si manifesta come dono a sé stessa ed a tutto ciò che la circonda. Non é questo amore?